lunedì 9 gennaio 2017

Tacchino ripieno radicchio e prugne

Primi giorni dell'anno, reduci dalle Feste Natalizie e dal cenone di Capodanno abbiamo bisogno di riprendere i ritmi e ritrovare l' equilibrio, anche e soprattutto a tavola.

Abbandoniamo pandoro e panettone per tornare ai piatti quotidiani.

Una soluzione è quella di mettere da parte l'eccesso di carboidrati per dedicarsi a frutta,verdura e carne bianca.

Vi propongo,perciò, un piatto semplice ma appetitoso che non vi farà rinunciare al piacere del buon cibo.





 Ingrendienti (dosi per 4 persone)

  •  1 kg petto di tacchino 
  •  1 mazzo di radicchio rosso
  •  4-5 prugne secche
  •  rosmarino
  •  sale q.b.
  •  pepe q.b.
  •  2 agli
  •  olio evo 

 Procedimento

Per prima cosa lavate ed asciugate il petto di tacchino.

Con l'aiuto di un coltello fate un taglio longitudinalmente al petto in modo da avere una forma a "libro aperto".

A parte tagliate in piccoli pezzi e lavate il radicchio, ponetelo in una padella e fate appassire con un cucchiaio di olio evo.Salare.

Sminuzzare le prugne.

Porre il radicchio e le prugne sul petto di tacchino aperto e pepare (facoltativo).

A questo punto chiudete il vostro libro con dello spago da cucina in due o tre punti in modo tale da trattenre tutto il ripieno all'interno.

Salare e pepare anche all'esterno, facendo attenzione a porre un ramoscello di rosmarino tra lo spago.

E' importante drogare il tacchino ripeno anche all'esterno per renderlo più saporito ed appetibile. Sentirete che il sapore del rosmarino farà la differenza.

Ponete il pezzo di tacchino ripieno in un tegame antiaderente con un giro d'olio evo e due agli in camicia.

Fate cuocere inizialmente a fuoco vivo, quando è dorato continuare la cottura per circa un'ora a fuoco basso girandolo di tanto in tanto.

Se necessario bagnare con un mestolo di brodo vegetale fatto in casa. 



La carne bianca 

In gergo merceologico per carne bianca si intende l'insieme dei tessuti muscolari,connettvi ed adiposi ( le parti grasse) di alcuni animali da cortile:
  • pollame 
  • tacchini
  • conigli
Oche,piccioni,anatre e faraone sono anch'essi animali da cortile ma sono classificati come carni nere.

La carne bianca è così chiamata per la bassa concentrazione di mioglobina, la proteina addetta al trasporto di ossigeno ai muscoli. 

Questa proteina è tenuta insieme da un atomo di ferro; senza il ferro l'ossigeno non potrebbe legarsi e quindi non avrei trasporto di ossigeno nel sangue.

Essendo una proteina che convoglia ossigeno soltanto alle cellule muscolari agisce in maniera diversa rispetto all'emoglobina,che invece effettua il trasporto a tutti i tessuti che hanno bisogno di ossigeno.

La carne bianca è fonte di proteine, ferro e zinco oltre a selenio e vitamine del gruppo B.

 La vitamina B12 è molto utile per i processi di trasformazione dei carboidrati e per la formazione dei globuli rossi.

 E’ bene sottolineare che il ferro contenuto nelle carni è meglio assimilabile dall’organismo umano rispetto a quello contenuto nelle fonti vegetali (esempio lenticchie, spinaci…).

 Lo zinco è fondamentale per i processi di riparazione cellulare e per la crescita cellulare. 

Il selenio ostacola il deterioramento cellulare dovuto alla vecchiaia.
 
 

Le carni bianche aiutano l'organismo ad eliminare le tossine, soprattutto durante l'attività fisica.

Basso è il contenuto di grassi,bassissimo il contenuto di colesterolo.Contiene molte proteine formate da tutti gli aminoacidi essenziali utili per il metabolismo dei muscoli e quindi per la loro tonicità. 

E'fondamentale evidenziare che la presenza di alcuni aminoacidi essenziali è elevata soltanto negli alimenti di origine animale


Le carni bianche sono particolarmente indicate per le donne in gravidanza, le persone che soffrono di patologie cardiovascolari, colesterolo alto, per le persone a dieta e chi pratica sport.

Dosi consigliate: da 2 a 4 porzioni a settimana.



  



Con questa ricetta partecipo al food contest "Dieta Mediterranea?si,grazie!" per la  sezione "Primi Piatti"
http://www.aifb.it/contest/contest-dieta-mediterranea-si-grazie/
 
Contest Dieta Mediterranea? Sì grazie!

http://www.ballarini.it/





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http://www.aifb.it/wp-content/uploads/2016/06/Doppia-pasta.jpg





martedì 3 gennaio 2017


Le Fluffose 
 
"La fluffosa è un dono che si fa e si riceve con il sorriso; una di quelle torte che rimangono a memoria di bambino anche quando bambini non siamo più."

Il magico mondo delle torte fluffose arriva su carta in un libro che rivisita la tradizionale chiffon cake americana.

Autrici

 


L’autrice del libro è Monica Zacchia, foodblogger e creatrice del blog www.dolcigusti.ifood.it, coautrice e cake designer è Valentina Cappiello, creatrice del blog www.laricettachevale.ifood.it. Insieme hanno realizzato un capolavoro di dolcezza che merita l’attenzione di tutti.

In occasione del Cioccoshow di Bologna vi racconto la presentazione del libro!



La prima cosa saltata ai miei occhi sono state le tre torte fluffose sul bancone riservato alla lavorazione dei dolci. Diciotto centimetri di diametro che racchiudevano quanto di più gustoso si possa immaginare. 

Si tratta di torte alte, simili a ciambelle, ma di una morbidezza fuori dal comune. Il termine “fluffare” o “fluffose”  fa pensare ad  un qualcosa di veramente soffice ed è impossibile resistergli. Quel nome racchiude tutta l’essenza di queste torte.

La prima torta, quella più particolare, era la fluffosa al thè matcha, di un colore verde acceso. Era stata realizzata con l‘aggiunta di  lime e semi di papavero. Monica e Valentina ci hanno mostrato come decorarla in stile natalizio utilizzando cioccolato bianco e torroncini.




  • La seconda torta, la fluffosa marmorizzata, era stata realizzata con due impasti, uno bianco e l’altro nero. Per la decorazione Valentina ha scelto una ganache al cioccolato.
  • La terza torta era la fluffosa stracciatella realizzata con rum, cannella e pezzi di cioccolato fondente partendo da una base bianca. La decorazione è stata fatta con una ganache marmorizzata.
Tre torte che ben aprivano le porte a quella che è la storia del libro che le vede protagoniste.

Il libro


Sono stati impiegati quattro/cinque mesi per la realizzazione del libro; Monica e Valentina hanno lavorato senza sosta giorno e notte. La passione è stata la loro prima arma, d’altronde le nostre foodblogger hanno ammesso che, per loro, la Felicità è veder lievitare in forno  le loro fluffose. Monica dice: «Basterà fluffare per sentirsi più felici o perlomeno un po’ meno tristi».

Le foto per il libro, scattate da Agnese Gambini, sono state realizzate in una villa vicino a casa di Monica. Proprio quest’ultima ci ha raccontato di aver trovato la villa invasa dai militari. A loro ha prontamente detto: «Abbiamo solo bombe di cioccolato!».

La fluffosa è diventata il simbolo delle circa 400 blogger che fanno parte di I-food, un grande portale del quale Monica è la responsabile editoriale e che tratta della cucina in ogni sua sfumatura. 

Nel libro troviamo venticinque modi diversi per realizzare la fluffosa ed è importante sottolineare che le nostre foodblogger utilizzano esclusivamente ingredienti bio, predilgendo il naturale al chimico.

Fluffosine


In questa giornata Monica e Valentina hanno presentato anche le fluffosine, ossia piccole torte ottenute dividendo l’impasto della fluffosa che più si preferisce nei vari stampini dotati di pirottino. Una bella alternativa ,soprattutto per i compleanni dei più piccoli. Le fluffosine sono state decorate con crema al burro, a cui è stato aggiunto del cacao.



L’assaggio


Il momento più atteso era l’assaggio, arrivato a fine presentazione. Un idillio che è molto difficile potervi raccontare!

 Un morso alla fluffosa al thè matcha e subito arriva la ricercatezza di chi studia perfetti accostamenti di sapori.

Monica e Valentina hanno veramente trasmesso l’amore e l’impegno dedicati a questo progetto, parlandone quasi come se le fluffose fossero parte della loro vita da sempre e quasi come se facessero parte della loro famiglia. Creature “vive” che nascono e crescono “fluffando”.






mercoledì 16 novembre 2016

Cioccoshow


 cioccoshow-2016 




Come poter resistere al cioccolato? Certamente impossibile per molti, quasi impossibile  per alcuni, possibile per pochi. Il cioccolato mette d’accordo la maggior parte della popolazione mondiale. Al latte, fondente, fondente-extra, bianco… tutti particolari ed inconfondibili. Oggi voglio parlarvi di un evento tra i più importanti in Italia, dove il protagonista è il cioccolato.


Il Cioccoshow


Il Cioccoshow è una manifestazione strettamente riservata agli artigiani del cioccolato,  professionisti che con le loro mani creano, grazie alla dote di un’arte tanto attraente quanto difficile. Sì, perchè plasmare il cioccolato richiede teoria e tanta esperienza oltre ad una vera, innata, dote naturale.

Dove?


Nata nel 2005, arriva quest’anno alla dodicesima edizione e la città che da sempre la ospita è Bologna, che nel suo centro storico ha un cuore dolce al sapore di cacao. Per le vie del centro storico adulti e bambini potranno ammirare il lavoro di veri maestri provenienti da tutta Italia, nonché avere la possibilità di partecipare a veri corsi di pasticceria tenuti dai più bravi maestri pasticcieri italiani e stranieri.

L’ingresso è gratuito, salvo alcuni corsi dove è prevista prenotazione ed il versamento di una somma che varia da corso a corso (vedi i dettagli sul sito). Nelle edizioni precedenti è stato registrato l’arrivo di 300.000 visitatori nelle cinque giornate di manifestazione. Quest’anno è prevista l’apertura degli stand anche di notte fino alle ore 24, con performance artistiche in ogni strada del centro storico.

Quando?

Dal 16 al 20 Novembre


Edizione 2015


L’edizione 2015 ha registrato la bellezza di 95 espositori con 490 chilogrammi di cioccolato degustato. Presente un Caffè letterario che ha ospitato 18 eventi. Come per le edizioni precedenti, viene data la possibilità di prenotarsi per numerose  visite guidate alla città, ricca di bellezze da molti inesplorate.

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(da www.cioccoshow.it)


Il programma
Per il programma dettagliato potete consultare il sito, ma voglio sottolinearvi qualche appuntamento da non perdere!


  • Mercoledì 16 Novembre
L’incontro, dalle 15 alle 16, con il maestro Eliseo Tonti. Maestro cioccolatiere svizzero conosciuto in tutto il mondo, nel 2000-2001 ottenne la nomina di pasticciere dell’anno dall’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani.


  • Giovedì 17 Novembre

L’incontro con Mauro Morandin, con  tema  La tradizione italiana ai massimi livelli.
Morandin, specializzato in confetteria e canditi, ricevette il premio di Gambero Rosso per il suo panettone.
Consigliato questo incontro per tutti coloro che, in vista del prossimo Natale, vogliono cimentarsi nella realizzazione dei tipici dolci natalizi.

  • Venerdì 18 Novembre

L’incontro con Cristian Beduschi in Qualità e passione.
Beduschi è un altro nome stellato della pasticceria italiana, campione del mondo nel 1997 con la sua Torta Setteveli. Questa torta è preparata con sette veli di cioccolato, mousse al cioccolato fondente pura origine Madagascar, bavarese alle nocciole pralinate, morbido savoiardo al cioccolato e gianduia ai cereali. Non importa aggiungere altro.

Altro evento interessante è Castagne, caste e marroni. Si tratta di una visita-spettacolo in cui verrà raccontato il singolare legame tra Bologna e le castagne.



  • Sabato 19 Novembre
Dalle 12 alle 13  da evidenziare e tenere a mente la presentaziine del libro Le Fluffose scritto da Monica Zacchia e Valentina Cappiello,  due foodblogger che, come me, amano la cucina ma anche la convivialità.
  • Domenica 20 Novembre
L’ultimo giorno di manifestazione, dalle 10.30 alle 12, lo spettacolo L’Uovo di Colombo era di cioccolato racconterà il legame tra Bologna ed il cioccolato. Dalle 14 alle 15 altro incontro importante quello con Miriam Bonizzi, food blogger e cake designer che mostrerà come realizzare una mug-cake doppio cioccolato.

In generale…


Tanti i corsi previsti nelle “cinque giornate di Bologna”: corso di temperaggio, ganache, creme, praline ma anche degustazioni di vini. Per i bambini sono previsti i laboratori Cioccocinno, molto divertenti, dove i più piccoli avranno la possibilità di capire la magia della pasticceria. Crema pasticcera, lecca lecca colorati e sbarazzini, soggetti di cioccolato. Tutte attività che li avvicineranno e, perchè no, appassioneranno a questo mondo ed alla cucina in generale.


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(da Cioccoshow: Torta al cioccolato)


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(da Cioccoshow: tavolo da guinness – la tavoletta di cioccolata più lunga del mondo)

Tuffiamoci nel mondo del cioccolato approfondendo ogni sua forma. Io lo farò, e voi?

lunedì 7 novembre 2016

Castagnaccio

Serate autunnali, le prime pioggie, i primi soffi di vento freddo, i cappotti, le sciarpe, la voglia di riunirsi intorno al fuoco di un camino acceso.

Per molti forse sono frasi senza senso, a me risvegliano un'atmosfera magica forse legata alla mia vena romantica.

In Toscana, in ogni casa, in ogni cucina, tutto questo è sinonimo di Castagnaccio.
Dolce tipico della tradizione della mia regione tanto semplice quanto autentico di sapore. 
Come richiama il nome, la regina è la farina di castagne. Ma è con l'aggiunta di acqua e un pizzico di sale (e d'amore!) che si crea il re del fine pasto.



  
La Castagna 

Fino a pochi decenni fa la castagna rappresentava uno degli alimenti base della cucina delle popolazioni di montagna.
Prima dell'arrivo del benessere in Italia se ne faceva largo uso,ed è un fattore importante se si pensa che le persone non ne conoscevano le proprietà nutritive.

Evidentemente la castagna, quel frutto racchiuso dal suo riccio spinoso, si rendeva indispensabile proprio perchè sfamava

Oggi sappiamo che è ricca di carboidrati e questo spiega il senso di sazietà che forniva. Tuttavia è povera di grassi e contiene un 50% in peso di acqua, si può quindi introdurre nella dieta e mangiarne qualcuna in più.

Ricca di vitamine e sali minerali sappiamo che previene il rigonfiamento della prostata grazie allo zinco che contiene e rafforza il nostro sisema immunitario grazie al contenuto in vitamica C.  

I suoi sali minerali aiutano l'organismo a combattere la stanchezza e grazie alla presenza di zuccheri è adatta per tutti coloro che sono allergici al latte.

La castagna non contiene glutine ed è pertanto adatta per tutti coloro che soffrono di celiachia. 

La riccheza in fibre la rende utile per una buona funzionalità intestinale ma l'alto contenuto di amido richiede che venga cotta bene per essere digerita.

Non dovrebbero farne uso coloro che soffrono di: colite,aerofagia,diabete e obesità. 


 
Ingredienti

500g farina di castagne

650 acqua

pinoli q.b.

rosmarino q.b.

olio evo

sale (un pizzico)


Procedimento

Iniziate versando l'acqua dentro un pentolino e aggiungete la farina di castagne facendo attenzione  a versarla a poco a poco direttamente con le mani. In questo modo, setacciando la farina tra le vostre dita, eviterete grumi.
Il bello del castagnaccio è la quasi totale assenza di strumenti da lavoro.

Mano a mano che aggiungete la farina con una mano, con l'altra mescolate di continuo con un mestolo (io utilizzo quello di legno) fino a che tutta la farina sarà completamente amalgamata all'acqua.

Aggiungete un pizzico di sale e un giro di olio evo.

Disponete il composto in una teglia precedentemente oliata ed infine completate con pinoli e rosmarino. In alternativa potete scegliere di aggiungere l'uvetta.

L'ultima accortezza è di versare ancora qualche giro d'olio evo prima di infornare. Il castagnaccio è ghiotto di olio e lo assorbirà completamente. 

Infornate a 200° per 20 min per poi passare a 180° per 10 minuti ed infine a 150° per altri 10 min. Dovrà cucocere per un totale di 40-45 minuti. 

Vi accorgerete che è cotto quando si formerà la crosticina scura in superficie. E' curioso notare come il colore più scuro deriva dall'aggiunta di olio!
Provando a non aggiungere olio nell'impasto vedrete che il vostro castagnaccio rimarrà del colore della farina di castagne







 






domenica 9 ottobre 2016

Torta di carote, zenzero e mandarini

Quando in famiglia c'è qualcuno ghiotto di carote (coniglio  a parte!) ed arriva il giorno del compleanno, qual' è il miglior modo per renderlo felice? Preparare una torta a base di carote con qualche accorgimento per renderla particolare.



Quella che vi propongo è una sorta di carrot cake.. all'italiana!

La prima volta che ho mangiato la vera carrot cake mi trovavo nelle campagne vicino a Dublino, in una fattoria dove la vera specialità erano le torte fatte in casa. Ricordo il sapore del burro e la dolcezza delle carote. La totale assenza di glassa la differenziava dalla variante americana. Di un colore arancione vivace me ne innamorai e mai dimenticherò il suo aroma.

A differenza della classica torta di carote inglese o americana non ho utilizzato burro ma soltanto olio extra vergine d'oliva. In più ho ridotto drasticamente la quantità di zucchero e quindi l'apporto calorico nella dieta.

Nella mia ricetta, quindi, ho cercato di ricreare quei sapori.. pensando a come potesse trasformarsi in una versione tutta mediterranea.

Ingredienti

  •   4 carote
  • 200g farina 00
  • 100g olio evo
  • 50g nocciole
  •   1 cucchiaio di zucchero
  •   3 uova
  •   2 mandarini
  •   1 cucchiaino di zenzero
  •   1 bustina lievito per dolci
  •   zucchero a velo q.b.

 Procedimento

Per prima cosa lavate ed asciugate le carote. Pelatele poi con il classico pelaverdure. Fatele a piccole rondelle e tritatele con l'aiuto di un mixer.

Unite alle carote tritate l'olio EVO fino ad ottendere una crema liscia.

A parte, con l 'aiuto delle fruste elettriche, montate le uova ( prendete sia tuorlo che albume) con lo zucchero ed ottenete un composto gonfio e spumoso. A questo punto potete aggiungere le carote.

Grattugiate la buccia dei mandarini e spremetene il succo ed aggiungeteli al composto insieme alle nocciole precedentemente tritate.

Unite a poco a poco la farina setacciata, lo zenzero ed il lievito.

Oliate ed infarinate una teglia di 24 cm di diametro, versate il composto ed infornate in forno già caldo per 40 minuti a 180°.
 

A questi punti non mi resta che augurare.... BUON COMPLEANNO!!!!! 



Le carote 

I carotenoidi, pigmenti contenuti principalmente nelle carote, vengono assimilati meglio se le radici vengono cotte.
Sono questi pigmenti a dare il tipico colore arancione.
Situati nelle cellule ed appartenenti a questa classe sono i caroteni.
Il beta carotene è il più diffuso e viene assimilato meglio se le carote vengono tagliate a rondelle, cotte e condite con olio. 

Non tutti sanno che.. la carota è una pianta erbacea con fusto e foglie. La parte che mangiamo è la radice, la vera riserva di acqua, sali minerali e  zuccheri (tra cui il glucosio).Questo spiega la mia scelta di non apportare ulteriori zuccheri nella ricetta.

Le radici in generale hanno la funzione di "magazzino" delle sostanze di riserva e nel caso della carote e delle altre radici a fittone sappiamo che possono ingrossarsi per servire da magazzino delle sostanze nutritive.






 

Con questa ricetta partecipo al food contest "Dieta Mediterranea?si,grazie!" per la  sezione "Primi Piatti"
http://www.aifb.it/contest/contest-dieta-mediterranea-si-grazie/
 


http://www.aifb.it/wp-content/uploads/2016/06/Dieta-mediterranea_-si-grazie.png


http://www.ballarini.it/

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